Operation Avalanche

Ida e le altre; l’abisso della guerra

La parola ‘violenza’ non è solo un atto che si è compiuto, ma è una soglia che spezza il tempo, che divide il prima e il dopo. Quello che era ieri non sarà più domani.Nel  momento in cui Ida non riesce nemmeno a parlare, emerge ciò che spesso resta nascosto: il potere che domina il corpo, il silenzio che schiaccia la voce, la vergogna che diventa prigione.In guerra, queste violenze avvengono senza testimoni, in angoli nascosti.

Difficile capire se è la discesa verso l’inferno a trasformare in diavoli gli uomini  o se sono i diavoli, che già albergano nel cuore di alcuni uomini, che li conducono a scendere più velocemente verso l’inferno, come gli italiano a Sarajevo, in viaggio per  a uccidere come cacciatori di uomini. 

La fuga del re e dei generali consegna il centro nord ai nazisti, gli Alleati si preoccupano di occupare il sud, la resistenza partigiana, comincia formalmente quel 9 settembre 1943 con la nascita del CNL.

La filmografia internazionale ha esaltato l’epica di tante battaglie della seconda guerra mondiale, mentre lo sbarco di salerno, per ragioni tutte da indagare, rimane un episodio pressocchè ignorato, eppure già nel 1945 gli americani lo celebrano con una pellicola di milestone

Anche di recente una pellicola rivoluzionaria su netflix, in formato simil animazione, Liberator, inizia proprio con lo sbarco di Salerno.

la Resistenza

L’avanzata procede lentamente verso nord e sempre più brutale diventa la repressione nazista spalleggiata dalle camice nere della RSI

Da “La Storia” di Elsa Morante

Mosca camminava insieme al compagno Tarzan, incaricato di recuperare una radio, quando, intravvedendo una sagoma incerta nelle tenebre della straducola, lui pronto inti-mò: «Altolà! » con piglio militare. In risposta, di dietro le case vennero delle voci che baccaiavano in tedesco, e Tarzan allora sparò; ma poi, svelto, fra la sparatoria che seguí dall’altra parte, riuscí a scappare via, mentre Mosca fu circondato e preso. Gli fu trovato addosso il messaggio, del quale, in realtà, non poteva rivelare il significato, giacché lui stesso lo ignorava (il testo era: la biancheria lavata sta nel secchio). Gli erano note, però, ovviamente, molte altre cose, che i suoi torturatori volevano fargli dire. Ma a quanto è risultato da prove evidenti, quei ragazzi tedeschi, nonostante il loro lavoro, non riuscirono a strappargli che dei pianti rumorosi, come di ragazzino; finché rinunciarono, finendolo con una fucilata nella schiena. Il suo sogno, a questo punto, sarebbe stato di concludere gridando: « Viva Stalin!» ma il fiato gli bastò a malapena a emettere un lamento non piú alto di quello di un passero.Meno di un mese prima, esattamente il giorno di Natale, aveva compiuto i sessant’anni. Era della stessa classe di Benito Mussolini: 1883

La mappa stragi delle stragi nazifasciste

trascina la barra di scorrimento in basso per scoprire l’evoluzione temporale delle stragi che nazifasciste che seguono il salire del fonte dei combattimenti. by prof. Giovanni Pietro Vitali

Resistenza e repressione nel neorealismo italiano

Già durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra, soprattutto negli anni compresi tra il 1943 e il 1955 , si sviluppa in Italia il Neorealismo che ha influenzato molto il cinema contemporaneo non solo italiano e rimane tutt’ora un punto di riferimento per il cinema mondiale.

dal film “Le quattro giornate di Napoli

Nanni Loi, 1962

Roma Città aperta

Roberto Rossellini, 1945

Il manifesto del neorealismo italiano, l’omicidio di Pina (Anna Magnani)

Il Sole sorge ancora

Aldo Vergano, 1946

l’8 settembre i soldati italiani si ritrovano in balia dell’occupante tedesco

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